Prima di scrivere, il sito deve farsi leggere
È il secondo passo del nostro lavoro SEO: arriva dopo l’audit e prima dei contenuti. Un testo ottimo su una pagina lenta, che Google non riesce a indicizzare o che sul telefono si legge male, parte in svantaggio. La SEO tecnica toglie questi freni: non si vede, ma è quella che permette a tutto il resto di funzionare. Si lavora su quattro fronti, gli stessi che l’audit ha misurato.
Core Web Vitals
Le tre misure con cui Google valuta l’esperienza di una pagina: quanto ci mette a mostrare il contenuto principale, quanto risponde ai clic, quanto resta ferma mentre carica. Sistemiamo le cause, non i sintomi.
Dati strutturati
Etichette invisibili nel codice che dicono a Google cosa c’è nella pagina: indirizzo e orari dell’attività, servizi, prodotti con prezzo e disponibilità. Possono arricchire il risultato di ricerca e aiutano anche i motori basati sull’intelligenza artificiale a capire il sito.
Indicizzazione
Una pagina che Google non indicizza non esiste nei risultati. Controlliamo cosa viene letto e cosa no, correggiamo pagine duplicate, link interrotti e redirect a catena, e mettiamo in ordine la mappa del sito.
Versione mobile
Google valuta il sito com’è sul telefono, prima che sul computer. Testi leggibili senza zoom, pulsanti facili da premere, niente che esce dallo schermo: se la versione mobile zoppica, zoppica tutto il posizionamento.
Non si fa una volta sola
Un sito tecnicamente in ordine si apre in fretta, non perde visitatori per strada e viene letto da Google per intero. Ma non resta così da solo: ogni pagina nuova, ogni immagine pesante, ogni aggiornamento può rimettere in discussione qualcosa. Per questo i controlli tecnici tornano ogni mese nel report, accanto a posizioni e contatti, e i problemi si sistemano quando compaiono, non quando hanno già fatto danni.
Il passo successivo sono i contenuti scritti per la domanda reale. Il metodo completo, dall’audit al report, è nella pagina SEO.