Il Bando Digital Export 2026-2027 è il principale contributo con cui le Camere di commercio e la Regione Emilia-Romagna aiutano le piccole e medie imprese manifatturiere a vendere all’estero usando il digitale: e-commerce multilingua, campagne sui mercati esteri, CRM, marketplace, ma anche fiere, certificazioni e consulenti per l’export.
In questa guida trovi tutto quello che serve per capire se la tua impresa può partecipare, quanto può ottenere, come costruire un progetto che superi la valutazione e come presentare la domanda senza errori. Le informazioni vengono dal testo ufficiale del bando e dalle FAQ pubblicate da Unioncamere Emilia-Romagna, aggiornate al 24 settembre 2026.
Il bando in trenta secondi. Contributo a fondo perduto del 50% su progetti di export digitale da 20.000 a 40.000 euro, quindi da 10.000 a 20.000 euro di contributo. Possono partecipare solo le micro, piccole e medie imprese manifatturiere con sede in Emilia-Romagna. Le domande si presentano dalle 12:00 del 28 settembre alle 12:00 del 5 ottobre 2026, esclusivamente online; il progetto va realizzato tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.
Cos’è il Bando Digital Export 2026-2027
Il bando nasce dal progetto «Internazionalizzazione delle imprese», finanziato dal sistema camerale emiliano-romagnolo insieme alla Regione Emilia-Romagna. Lo gestisce Unioncamere Emilia-Romagna, che raccoglie le domande, le valuta e paga i contributi. L’obiettivo dichiarato è aumentare il numero di imprese che esportano e i volumi esportati, aiutandole a usare gli strumenti digitali o a consolidarne l’uso.
Le risorse complessive sono 1.119.877,50 euro, di cui 300.000 messi dalla Regione. Non c’è un’unica classifica regionale: vengono fatte cinque graduatorie, una per ogni Camera di commercio, ciascuna con il proprio budget. La tua impresa compete quindi con le altre della stessa Camera, non con tutta la regione.
| Camera di commercio | Risorse disponibili |
|---|---|
| Bologna | 405.007,52 € |
| Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) | 239.710,90 € |
| Emilia (Parma, Piacenza e Reggio Emilia) | 227.100,85 € |
| Ferrara e Ravenna | 131.987,78 € |
| Modena | 116.070,44 € |
| Totale | 1.119.877,50 € |
Per avere un ordine di grandezza: se tutti chiedessero il contributo massimo, le risorse iniziali basterebbero per circa 55 progetti in tutta la regione, una ventina a Bologna. Il bando però prevede che le Camere aggiungano entro dicembre 2026 una dotazione analoga a quella iniziale, con cui entro gennaio 2027 verranno finanziate le domande rimaste in graduatoria senza fondi. Altre integrazioni sono possibili prima della pubblicazione delle graduatorie.
Quanto si può ottenere
Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, con un minimo e un massimo precisi:
| Spese ammesse (IVA esclusa) | Contributo |
|---|---|
| 20.000 € (minimo per partecipare) | 10.000 € |
| 30.000 € | 15.000 € |
| 40.000 € (massimo) | 20.000 € |
A queste cifre si aggiungono 250 euro per le imprese con il rating di legalità rilasciato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, senza bisogno di rendicontarli. Chi ottiene il contributo riceve anche, da Unioncamere Emilia-Romagna, dei report di analisi dei mercati esteri costruiti sui codici doganali dei propri prodotti.
Tre cose da sapere subito, perché incidono sulla cassa e sulla fattibilità:
- Il contributo arriva a saldo, dopo il progetto. Paghi tutte le spese nel 2027, rendiconti entro il 31 gennaio 2028 e Unioncamere liquida di norma entro 120 giorni. Va quindi anticipato l’intero importo.
- Sul contributo si applica una ritenuta d’acconto del 4%. Su 20.000 euro ne arrivano 19.200 sul conto.
- È un aiuto «de minimis»: sommato agli altri aiuti di questo tipo ricevuti negli ultimi tre anni non deve superare i 300.000 euro. Inoltre non si può cumulare con altre agevolazioni pubbliche sulle stesse spese e sulle stesse fatture.
Chi può partecipare
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese (secondo la definizione europea) che, dal momento della domanda fino al pagamento del contributo, rispettano tutti questi requisiti:
- sono iscritte al Registro delle Imprese entro il 31 dicembre 2023, senza vincoli di fatturato;
- sono attive e hanno sede legale o unità locale in Emilia-Romagna, esclusi magazzini e depositi. Se la sede legale è in un’altra regione, l’unità locale emiliano-romagnola dove si svolge il progetto deve essere iscritta da almeno 12 mesi;
- hanno un codice ATECO 2025 della Sezione C, divisioni da 10 a 33, cioè le attività manifatturiere, come codice principale o secondario. Serve un codice valido in visura: non basta che la manifattura compaia nell’oggetto sociale;
- sono in regola con il diritto annuale camerale e con i contributi (DURC regolare);
- hanno stipulato la polizza obbligatoria contro i danni da eventi catastrofali prevista dalla legge di bilancio 2024, oppure possono dichiarare, motivandola, una causa di esclusione dall’obbligo;
- rispettano le norme su salute e sicurezza sul lavoro, non sono in liquidazione o in procedure concorsuali, e i loro amministratori e soci non hanno cause ostative antimafia o condanne che escludono dai rapporti con la pubblica amministrazione.
Le attività manifatturiere coprono un perimetro ampio: alimentare e bevande, tessile, abbigliamento e pelle, legno e mobili, carta e stampa, chimica e farmaceutica, gomma e plastica, ceramica e vetro, metalli e prodotti in metallo, elettronica, apparecchi elettrici, macchinari, mezzi di trasporto, gioielleria e altre manifatture, fino alla riparazione e installazione di macchinari. Il bando è aperto sia alle imprese che esportano già sia a quelle che non hanno mai esportato.
Restano esclusi le imprese commerciali, di servizi e di costruzioni senza un codice manifatturiero, le società strumentali controllate da enti pubblici e chi, finanziato nel precedente Digital Export 2024-2025, non ha completato il progetto senza rinunciare formalmente nei termini. Ogni impresa può presentare una sola domanda.
Come deve essere fatto il progetto
Il bando non finanzia spese sparse: finanzia un progetto di internazionalizzazione coerente, con regole precise sulla struttura.
- Da 1 a 3 Paesi esteri, indicati uno per uno. Non valgono macroaree come «Asia» o «Unione europea», e tutte le spese dovranno risultare collegate a quei Paesi.
- Da 2 a 4 azioni, ciascuna in un ambito diverso fra i sei previsti.
- L’azione 1.1, Promozione digitale e digital marketing, è obbligatoria: è il pilastro digitale del progetto. Le altre si scelgono liberamente.
- Tutto si svolge nel 2027, dal 1° gennaio al 31 dicembre. Non sono previste proroghe.
- I contenuti digitali vanno nella lingua del Paese target, oppure in inglese se è più adatto a quel mercato.
Le sei aree di attività
Ecco cosa comprende ciascun ambito, con i vincoli che il bando mette per ognuno. Per l’azione obbligatoria le FAQ ufficiali chiariscono che basta realizzare anche una sola delle attività elencate.
1.1 Promozione digitale e digital marketing (obbligatoria)
Comprende servizi erogati da fornitori qualificati per:
- sviluppo, posizionamento e ottimizzazione di e-commerce proprietari multilingua rivolti ai Paesi target, comprese le attività di SEO e SEM internazionale;
- campagne di digital advertising e social media marketing sui mercati esteri, con progettazione e localizzazione dei contenuti;
- CRM, marketing automation e piattaforme di lead generation e gestione dei contatti esteri;
- un Digital Export Manager in azienda per almeno 15 giornate intere, con curriculum da allegare alla domanda;
- adesione a marketplace, vetrine digitali e piattaforme del settore o del mercato, con la localizzazione dei contenuti;
- showroom ed esposizioni virtuali 3D.
Le FAQ ammettono anche funzioni aggiuntive dell’e-commerce, se servono all’internazionalizzazione: chatbot multilingua anche basati sull’intelligenza artificiale, strumenti di analisi della navigazione e degli acquisti, automazioni e integrazioni che migliorano l’esperienza d’acquisto.
Due condizioni da tenere a mente fin dall’inizio. La prima: le spese per gli annunci su Google, Meta, LinkedIn e simili sono ammesse solo dentro un servizio completo di progettazione, gestione e monitoraggio delle campagne fornito da un professionista, ed è vietata la fatturazione diretta da parte delle piattaforme. La seconda: in rendicontazione va presentato un report con le metriche delle attività digitali, come traffico, visualizzazioni, interazioni, contatti generati e conversioni. Conviene quindi impostare il tracciamento prima di partire, non a fine anno.
Se l’e-commerce venderà a consumatori dell’Unione europea, ricorda che dal 28 giugno 2025 deve anche essere accessibile secondo l’European Accessibility Act, salvo per le microimprese: progettarlo così dall’inizio costa molto meno che adeguarlo dopo. Ne parliamo nella pagina sui siti accessibili a norma di legge.
1.2 Temporary Export Manager
L’inserimento temporaneo in azienda di un manager dell’export per almeno 15 giornate intere, con il compito di impostare una strategia commerciale e far crescere le competenze interne. Serve un esperto con almeno due anni di esperienza nel supporto alle imprese, eventualmente affiancato da una figura junior che non sia un dipendente. Il curriculum va allegato alla domanda, indicando se il TEM ha la certificazione UNI 11823:2021. Non valgono le consulenze ordinarie fiscali, contabili, legali o di rappresentanza commerciale.
1.3 Analisi dei mercati e market intelligence
Studi di mercato sui Paesi scelti, analisi dei concorrenti esteri e ricerche di buyer, distributori, agenti e partner locali. Anche l’acquisto di database e report è ammesso, purché riguardi strettamente i Paesi del progetto.
1.4 Certificazioni e adeguamento normativo
Tutto ciò che serve per poter vendere legalmente nel Paese target: certificazioni di prodotto (il bando cita come esempi marcatura CE, approvazioni FDA per gli Stati Uniti, UKCA per il Regno Unito, certificazioni UL), registrazione e tutela dei marchi all’estero, test di laboratorio, traduzioni tecniche dei manuali, adeguamento di etichette e imballaggi. In rendicontazione servono i documenti finali rilasciati dagli enti, come certificati, domande di deposito e rapporti di prova.
1.5 Formazione specialistica per l’export
Corsi, webinar e workshop su export, contratti internazionali, dogane, digital marketing ed e-commerce, di almeno 8 ore, con attestato intestato a un dipendente o a un collaboratore stabile dell’impresa. Un dettaglio utile: la formazione gratuita del sistema camerale (Unioncamere e Camere di commercio) conta per raggiungere il numero minimo di due azioni, anche se non genera spesa.
1.6 Fiere ed eventi internazionali
Partecipazione come espositori a fiere in presenza, in Italia o all’estero, o interamente virtuali: iscrizione e area espositiva, allestimento dello stand, trasporto dei prodotti con assicurazione, interpretariato e traduzione dei materiali. Le fiere in Italia valgono solo se certificate come internazionali da ISFCERT oppure, secondo le FAQ, se inserite nel calendario fieristico nazionale 2027 della Conferenza delle Regioni. L’impresa deve comparire nel catalogo espositori. Sono ammessi anche gli acconti versati nel 2025 o nel 2026 per prenotare fiere che si svolgono nel 2027.
Spese ammesse e spese escluse
Anche la spesa giusta diventa inammissibile se non rispetta le condizioni formali. Ogni spesa deve essere:
- fatturata tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027, salvo gli acconti per le fiere;
- intestata all’impresa e di importo superiore a 200 euro IVA esclusa. L’IVA non è mai ammessa;
- pagata con strumenti tracciabili entro il 31 gennaio 2028: bonifico SEPA singolo per ciascun fornitore, RiBa, carta di credito aziendale (non prepagata) o PagoPA;
- riportare il CUP, il codice unico di progetto assegnato con la concessione, e una descrizione completa del servizio con il riferimento al contratto o all’ordine;
- documentata con dati e statistiche sull’attività svolta e sui benefici per l’impresa.
Non sono mai ammesse, invece:
- le consulenze di imprese collegate, di soci, amministratori o dipendenti;
- viaggi, vitto, alloggio e spese di rappresentanza del personale;
- campionature, prototipi e prodotti dimostrativi;
- la stampa di brochure, cataloghi e biglietti da visita, e i gadget;
- le consulenze ordinarie amministrative, fiscali, contabili, legali o commerciali;
- utenze, connessione internet, cancelleria e piccole spese di funzionamento;
- imposte, tasse, dazi e diritti doganali, tranne i diritti di deposito dei marchi espressamente previsti;
- permute, compensazioni e autofatturazioni tra impresa e fornitore.
Come vengono valutati i progetti
La valutazione avviene in due tempi, e il primo si gioca sulla velocità.
Contano i primi 230 invii. Unioncamere avvia l’istruttoria solo per le prime 230 domande in ordine cronologico di invio. Le altre restano sospese e vengono esaminate solo se la graduatoria della propria Camera ha ancora fondi disponibili. L’ora di invio è quella in cui si preme «Paga e Invia» sulla piattaforma, registrata al millesimo di secondo.
Poi conta la qualità. Le domande istruite vengono valutate da un Nucleo di valutazione con un punteggio su 100: servono almeno 60 punti per entrare in graduatoria, e a parità di punteggio passa chi ha inviato prima.
| Criterio | Cosa valuta | Punti |
|---|---|---|
| A1 · Obiettivi | Chiarezza della strategia, coerenza delle azioni con i Paesi scelti, impatto sulle esportazioni | fino a 25 |
| A2 · Digitalizzazione | Livello degli strumenti digitali adottati e coerenza con gli obiettivi di export, eventuali tecnologie avanzate | fino a 25 |
| A3 · Percorso | Ampiezza e integrazione delle azioni, concentrazione sui Paesi target | fino a 17 |
| B1 · Coerenza delle spese | Corrispondenza tra voci di budget e attività descritte | fino a 10 |
| B2 · Dettaglio dei costi | Piano dei costi analitico, valutato anche in base ai preventivi allegati | fino a 10 |
| B3 · Congruità | Prezzi ragionevoli rispetto a quanto si acquista | fino a 10 |
| C · Parità di genere | Certificazione UNI/PdR 125:2022 | +3 |
Dalla griglia si capisce dove si vincono i punti. Motivare i Paesi scelti con dati (A1) e mettere al centro strumenti digitali solidi e coerenti, non un generico «faremo pubblicità» (A2), valgono fino a 50 punti su 100. Allegare preventivi dettagliati dei fornitori, facoltativi ma considerati nel criterio B2, è il modo più semplice per rendere credibile il budget.
Come fare domanda, passo per passo
La domanda si presenta solo online, sulla piattaforma Restart di InfoCamere, nello sportello «Contributi alle imprese». Non sono accettate PEC, posta o altri canali. È possibile precaricare la domanda, ma l’invio vale solo tra le 12:00 del 28 settembre e le 12:00 del 5 ottobre 2026.
- Verifica i requisiti in visura: codice ATECO manifatturiero, data di iscrizione, sede o unità locale, oltre a DURC, diritto annuale e polizza catastrofale.
- Procurati gli strumenti digitali: SPID di livello 2, CNS o CIE per accedere, e la firma digitale del legale rappresentante. Tutti i file vanno firmati in formato CAdES, con estensione .p7m.
- Scarica la modulistica dal sito di Unioncamere Emilia-Romagna: autocertificazione dei requisiti, budget di previsione, proposta di progetto ed eventuale procura speciale.
- Costruisci il progetto: scegli i Paesi, le azioni (con la 1.1 sempre presente) e raccogli i preventivi dei fornitori.
- Compila proposta e budget, con i risultati di export attesi e le spese divise per azione e per voce. Se prevedi un DEM o un TEM, prepara il suo curriculum dettagliato.
- Entra in Restart, sezione «Beneficiario», cerca il bando e premi «Richiedi». La domanda ha quattro sezioni: anagrafica, dichiarazioni, allegati, invio. Indica un unico indirizzo PEC: tutte le comunicazioni passeranno da lì.
- Scarica il modello di domanda generato dal sistema, controllalo, firmalo digitalmente e ricaricalo. Carica sempre la versione firmata dell’ultimo modello scaricato.
- Premi «Paga e Invia»: paghi il bollo da 16 euro con PagoPA e la domanda parte. Quell’istante è la tua posizione in coda.
La domanda può essere inviata anche da un intermediario, come un’associazione di categoria, uno studio o un’agenzia. Con una semplice delega l’intermediario si occupa solo di preparare e inviare la pratica, e i documenti restano firmati dal legale rappresentante. Con la procura speciale prevista dal bando l’intermediario firma anche i documenti e riceve le comunicazioni alla propria PEC.
Attenzione. I documenti obbligatori non si possono integrare dopo l’invio: sono ammesse solo piccole regolarizzazioni. Una domanda senza firma digitale valida, senza un allegato obbligatorio o senza l’azione 1.1 viene esclusa.
Dopo la domanda: graduatoria, CUP e rendicontazione
Il Nucleo di valutazione viene nominato entro 15 giorni dalla chiusura e l’istruttoria si conclude entro 90 giorni, salvo richieste di chiarimenti: le graduatorie sono attese quindi tra dicembre 2026 e gennaio 2027, pubblicate su ucer.camcom.it e comunicate via PEC. Le domande possono risultare «ammesse finanziabili», «ammesse non finanziabili» per esaurimento dei fondi o «non ammesse». Chi viene finanziato e vuole rinunciare prima di partire deve comunicarlo entro 5 giorni lavorativi, così i fondi passano al successivo in graduatoria.
Durante il 2027:
- Chiedi ai fornitori di indicare il CUP in fattura. Se una fattura elettronica ne è priva o riporta un CUP sbagliato, si può regolarizzare con il servizio «Integrazione CUP» dell’Agenzia delle Entrate, prima della rendicontazione. Sulle fatture estere il CUP va apposto a mano, e va sempre indicato nella causale del pagamento.
- Paga ogni fattura con un pagamento singolo e tracciabile, e conserva la contabile con il codice CRO o TRN: la sola disposizione di bonifico non basta.
- Le modifiche sostanziali vanno autorizzate prima: cambiare o togliere un’azione, sostituire il TEM o il DEM, cambiare fiera. Si chiedono via PEC e non oltre il 31 ottobre 2027. Spostare importi tra voci senza aumentare il totale, o cambiare fornitore, non richiede autorizzazione.
- Dai visibilità al contributo: per fiere ed eventi va indicato su sito e social che l’attività è cofinanziata dalle Camere di commercio e dalla Regione Emilia-Romagna, senza usare i loro loghi. Il contributo va poi riportato nella nota integrativa del bilancio.
La rendicontazione si invia su Restart entro il 31 gennaio 2028, con dichiarazione sostitutiva, relazione economica, relazione tecnica finale, relazioni dei fornitori, fatture in formato XML, prove di pagamento e un questionario online sui risultati: quota di export sul fatturato prima e dopo, contratti firmati, nuovi mercati trovati. Il punto più delicato: bisogna rendicontare almeno il 50% delle spese ammesse, altrimenti il contributo viene revocato del tutto. Sopra quella soglia il contributo si ricalcola sulla spesa effettiva. Unioncamere può controllare i progetti nei due anni successivi al pagamento, a campione sul 5% dei beneficiari.
Gli errori che fanno perdere il contributo
Quasi tutti i contributi persi dipendono da dettagli formali, non dalla qualità del progetto. I più frequenti, alla luce delle regole del bando:
- dimenticare l’azione 1.1, oppure prevedere una sola azione;
- indicare un’area geografica invece di Paesi precisi;
- avere il codice manifatturiero solo nell’oggetto sociale e non come codice ATECO;
- non avere la polizza catastrofale e non dichiarare una causa di esonero;
- far fatturare le campagne direttamente da Google o Meta;
- farsi emettere fatture nel 2026 per attività del progetto, fiere escluse;
- pagare più fatture con un unico bonifico, in contanti o con carte prepagate;
- dimenticare il CUP su fatture e pagamenti;
- cambiare azioni o consulenti senza autorizzazione preventiva;
- rendicontare meno della metà delle spese ammesse;
- scoprire a gennaio 2028 di non avere i dati per il report sulle attività digitali.
Domande frequenti
Le domande che ci fanno più spesso le imprese interessate, con risposte basate sul testo del bando e sulle FAQ ufficiali.
La mia impresa non ha mai esportato: può partecipare?
Sì. Il bando è rivolto espressamente alle imprese manifatturiere sia esportatrici sia non esportatrici. Per chi parte da zero conta ancora di più motivare bene la scelta dei Paesi.
Siamo un’impresa commerciale con un codice ATECO manifatturiero secondario
possiamo partecipare?
Sì: il bando considera sia i codici ATECO primari sia quelli secondari, purché appartengano alla Sezione C, divisioni da 10 a 33, e siano validi in visura.
Possiamo rifare il sito aziendale con il bando?
L’attività prevista è lo sviluppo di un e-commerce proprietario multilingua rivolto ai Paesi target, con la sua SEO e SEM internazionale. Un semplice sito vetrina non è tra le attività elencate nell’azione 1.1. Se il vostro progetto è diverso, chiedete conferma a Unioncamere prima di impostare il budget.
Le campagne su Google Ads e Meta sono finanziabili?
Sì, ma solo se il costo degli annunci è compreso in un servizio completo di progettazione, gestione e monitoraggio svolto da un fornitore qualificato, che vi fattura il tutto. Le fatture emesse direttamente da Google, Meta, LinkedIn e simili non sono ammesse.
Chi è un «fornitore qualificato»?
Secondo le FAQ ufficiali è un professionista o una società con comprovata esperienza pluriennale nel settore, in grado di accompagnare l’impresa lungo tutto il percorso. Per i fornitori non serve il curriculum: è richiesto solo per il DEM e il TEM.
Quando arrivano i soldi?
Dopo il progetto. La rendicontazione va inviata entro il 31 gennaio 2028 e il pagamento avviene di norma entro 120 giorni, in un’unica soluzione e al netto della ritenuta del 4%. Nel 2027 le spese vanno sostenute interamente dall’impresa.
Il costo del consulente che prepara la domanda è rimborsabile?
La preparazione della domanda non compare tra le spese ammissibili elencate dal bando, e tutto ciò che non è elencato non è ammesso.
Non facciamo in tempo entro il 5 ottobre: cosa possiamo fare?
Il bando prevede la possibilità di riaprire i termini se le risorse non si esauriscono, e il Digital Export è arrivato a questa edizione dopo quella 2024-2025. Preparare adesso progetto, preventivi e requisiti, come la polizza catastrofale o la firma digitale, vuol dire arrivare pronti alla prossima occasione.
Come possiamo aiutarti
Siamo una web agency di Bologna dal 2013 e l’azione obbligatoria del bando, la 1.1 Promozione digitale e digital marketing, è il nostro lavoro quotidiano. Possiamo occuparci di:
- e-commerce multilingua pensati per i Paesi target, con la SEO internazionale;
- campagne Google Ads e social gestite e monitorate, con i contenuti localizzati, nel modo richiesto dal bando;
- chatbot e automazioni multilingua per l’e-commerce;
- tracciamento e report delle metriche, già impostati per la rendicontazione.
Soprattutto, possiamo prepararti in tempi brevi un preventivo dettagliato, diviso per azione e per voce di spesa: è uno dei documenti che la commissione considera per dare i punti al piano dei costi. Scrivici dalla pagina preventivo gratuito, chiamaci al 351 722 9050 o prenota una chiamata.
Fonti ufficiali e contatti
- Bando, modulistica e FAQ: Unioncamere Emilia-Romagna, Bando Digital Export 2026-2027
- Scheda della Regione: Digital Export anno 2026-2027
- Piattaforma per la domanda: Restart di InfoCamere
- Informazioni sul bando: supporto.bandi@rer.camcom.it
- Assistenza tecnica sulla piattaforma Restart: 049 2015200, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18
Questa guida riassume il bando e le FAQ aggiornate al 24 settembre 2026 e non sostituisce il testo ufficiale, che in caso di differenze prevale sempre.